Perché Big Data non Vincerà mai sull’Intuizione Umana?

Moltissimi business sono nati in questi ultimi anni grazie a Big Data ( vedi la definizione su Wikipedia ).  Sensori, GPS, modelli matematici, ricerche scientifiche su larghissima scala e intelligenza artificiale offrono alle aziende intuizioni di mercato su larga scala. A questo si aggiungono sistemi di tracciamento, misurazione e monitoraggio quasi Orwelliani.

Non ci vuole un genio per capire che Big Data è importante per le medie e grandi imprese. Infatti si può dire che questa risorsa è il nuovo “petrolio”, o il nuovo “carbone”. Insomma, una risorsa richiestissima e fondamentale per il funzionamento di molti business.

Purtroppo molte persone trattano questa innovazione quasi come una religione capace di vincere in ogni ambito del business e della vita. Purtroppo non è così. Bisogna sempre avere una visione olistica del business e ricordarsi che le imprese, con quello che offrono, sono una parte importante della vita e della società. Come possiamo apprezzare la qualità se guardiamo solo alla quantità? Quanto spazio rimane alla creatività e al potenziale di ogni singolo individuo se una vita migliore significa avere un algoritmo migliore?

Per carità, non sono BigDatafobico1)psichiatri, voglio i diritti d’autore su questa parola 😉 . Le analisi quantitative hanno il loro spazio e come metriche possono tornare utili. Ma queste riescono, da sole, a rendere il business più performante, le società più prospere e le nostre vite più significative?

Ci sono sei motivi per cui Big Data ha senso di esistere e può portare beneficio, ma solo se viene combinata con l’intuizione umana.

Ragione 1: non è Sociale

L’essere umano è un animale sociale. Da decenni ormai la scienza ha dimostrato che le relazioni, soprattutto di amicizia e sentimentali, sono fattori fondamentali per raggiungere felicità e soddisfazione. Abbiamo empatia e siamo programmati per comprendere gli altri. Possiamo mostrare compassione, percepire sbalzi di umore, identificare una comunicazione non verbale, tollerare, abbracciare, accettare, rifiutare, amare, ferire, agire irrazionalmente o addirittura perdere il nostro autocontrollo. Tutte queste informazioni, nella loro complessità, non sono ancora state catturate da Big Data. Non c’è abbastanza potenza per farcela.

Ragione 2: ci rende Intelligenti ma non Saggi

Su Internet puoi trovare informazioni su qualsiasi cosa. Big Data ci sta aiutando a capire meglio come funziona il mondo e l’essere umano. Ma questo mondo guidato dall’informazione sta diventando sempre più piccolo e sempre più veloce. Questa velocità ci spinge a saltellare costantemente da un’attività all’altra. I nostri tempi di attenzione sono sempre più brevi. Le nostre reazioni sono sempre più emotive e sempre meno ragionate. Le nostre azioni, essendo sempre così veloci, ci insegnano di meno. Collezionare “Mi Piace” sulle proprie foto è più importante che sentirsi dire in faccia la verità.

Ragione 3: Ovvietà

La crisi finanziaria ci ha dimostrato che il vecchio adagio “puoi gestire solo quello che puoi misurare” è una completa stronzata quando si parla di Big Data. Se si gestisce solo ciò che si può misurare, si finisce per guardare solo una parte del mondo. Quello che manca sempre di più nelle medie e grandi aziende è il contatto umano. Nonché la capacità di gestire ciò che non può essere misurato.

Ragione 4: non da una Visione

In qualsiasi corso di Leadership si parla, ad un certo punto, della visione2)o vision, per quelli che vogliono suonare fighi perché sanno 2 parole di inglese. Big Data offre una grande quantità di dati e informazioni. Ma sono cose “fredde“, inanimate. Un leader, con la sua visione, scalda il cuore delle persone e da loro una direzione da seguire. Ed è proprio questo che manca alle aziende e che le persone desiderano: una forte leadership.

Ragione 5: Rimpicciolisce il Mondo

Un grossissimo problema online è l’esistenza di “casse di risonanza di ideologie”. Queste casse vengono rafforzate proprio a causa di sistemi che “personalizzano la tua esperienza di navigazione online“.

Cosa significa? Significa che Internet tende sempre più a mostrarti cose che sono in linea con le tue idee e le tue opinioni. Difficilmente ti metterà a confronto con idee che vanno contro le tue. Di conseguenza non ti permetterà di crescere, ragionare, mettere in discussione le tue convinzioni e avere un dialogo costruttivo su tematiche importanti. E questo avviene per tutti, creando così una cultura di chiusura mentale e bigottismo.

Per cui, per esempio, tutte le persone che sono politicamente di destra tenderanno a vedere solo  commenti, articoli e opinioni di altre persone di destra. Difficilmente quindi potranno capire il punto di vista della sinistra. E questo, ovviamente, avviene anche per la sinistra. E vale per tutte le correnti di pensiero: religione, sessualità, società, tecnologia, scienza, sport, ecc…

Ragione 6: Grande Fratello

Steve Lohr del New York Times paragona Big Data al Taylorismo. Al posto della produttività sul posto di lavoro3)focus del Taylorismo, Big Data misura la nostra felicità, salute, consumi, interazioni sociali, attività, comportamenti, umori, emozioni, funzioni corporee, ecc… Praticamente stiamo misurando ogni aspetto della nostra vita. E, più la tecnologia evolve, più cose verranno misurate. Dire che Big Data è Orwelliana non è più un’esagerazione, vero?

Conclusione

Se, da una parte, Big Data ci permette di avere tecnologie come i GPS e permette ai business di ottimizzare i propri investimenti promozionali con sistemi di retargeting, dall’altra sta invadendo pesantemente la nostra vita e ci sta sempre più trasformando in numeri su uno schermo.

Non è mia intenzione fare del perbenismo spiccio e dire che Big Data è una cosa brutta e cattiva. Perché questa cosa altri non è che una conseguenza logica della nostra evoluzione tecnologica. E, anche se questo argomento è diventato di pubblico interesse negli ultimi mesi, già da anni si parla di questa evoluzione. Sicuramente dal 2001, qualcuno invece sostiene dagli anni ’80. E, certamente, George Orwell ci vide lungo. Molto lungo.

Note   [ + ]

1. psichiatri, voglio i diritti d’autore su questa parola 😉
2. o vision, per quelli che vogliono suonare fighi perché sanno 2 parole di inglese
3. focus del Taylorismo

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