6 Verità Fondamentali sull’Innovazione

Di questi tempi la parola innovazione viene usata costantemente a sproposito. Imprenditori e aziende, se vogliono veramente essere innovative, devono prima capire cosa significa questo termine – e cosa non significa.

Nel 2006 è nato il mio interesse per l’imprenditoria. Inizialmente si trattava solo di “Internet Marketing” e di “fare soldi online”. Negli anni ho conosciuto molte persone interessanti e ho studiato nel dettaglio centinaia di casi di studio, procedure di business e strategie imprenditoriali. Tutto questo mi ha aiutato a capire come funziona il mondo dell’imprenditoria.

In tutti questi studi è diventato facile, quasi banale, capire cos’è veramente l’innovazione. Ho distillato questi sei verità fondamentali per aiutarti a distinguere i veri innovatori da chi invece usa questo termine solo per far marketing.

  1. L’Innovazione è sempre una cosa concreta

Tanti imprenditori e aspiranti imprenditori trattano l’innovazione come una cosa astratta, mistica ed eterea. Quasi si trattasse di una forza spirituale. E questo è uno dei motivi per cui la maggior parte delle start up fallisce miseramente.

In realtà si tratta di una cosa estremamente concreta.

Parlare di idee non è innovazione. Realizzare oggetti e mettere al mondo progetti che sono veramente in grado creare o stravolgere un mercato è vera innovazione. Il primo smartphone era innovativo, perché ha creato due nuovi mercati1)quello dei gadget per smartphone e quello delle app. Gli altri smartphone sono solo evoluzioni tecnologiche. Ma non vera innovazione.

  1. L’innovazione è rischiosa

Dovrebbe essere una cosa ovvia. Ma non lo è. Negli ultimi 120 anni gran parte degli studi sull’amministrazione delle aziende ha avuto, come focus, quello di eliminare i rischi, sistematizzare i processi e creare procedure stabili.

Nulla di male in tutto questo. Avere piani, strategie e progetti a lungo termine ha la sua utilità.

L’innovazione però non può essere pianificata o prevista. Pensa al primo smartphone moderno di successo ( il primo iPhone della Apple, lanciato nel 2007 – anche se non è il primo smartphone della storia ). Credi veramente che la Apple avesse già un piano ben scritto di come produrlo e promuoverlo, anni prima dalla sua ideazione?

Avevano dei piani, si, ma si sono dovuti adattare durante il percorso. E anche la concorrenza, dopo il successo dell’iPhone, ha dovuto adattarsi, stravolgere i propri piani e adattarsi al nuovo mercato che si è venuto a creare.

Sostanzialmente, non puoi pianificare un business in base a idee che non hai ancora avuto.

  1. L’innovazione è un gioco di squadra

Si vive sempre nell’illusione che le grandi innovazioni siano portate al mondo da grandi luminari. Personaggi come Henry Ford, Steve Jobs e Bill Gates. La verità è che questi personaggi, pur essendo dei geni dei nostri tempi, hanno una squadra di individui con grandissime competenze che hanno permesso a questa innovazione di diventare realtà. I personaggi che noi chiamiamo innovatori sono il volto di una squadra di innovatori.

  1. L’Innovazione è difficile da misurare

Amministratori e capi di azienda possono misurare il rischio, con apposite strumenti, e avere una serie di metriche da analizzare. Questo però crea 2 grossissimi problemi:

  1. Per creare un sistema di metriche devi avere una procedura già create e ben definita. Procedura che non può subire cambiamenti ( altrimenti devi riscrivere le tue metriche )
  2. Queste metriche vengono spesso viste dai dipendenti come una serie di “punteggi” ( o bersagli ) da raggiungere. Facendo così li distrae del vero obiettivo, che è cercare di migliorare l’azienda.

Le metriche portano sempre alla stagnazione del business. E’ il motivo per cui tante aziende sono ostiche al cambiamento: “abbiamo sempre fatto così e le cose non vanno poi così male. Perché dovremmo cambiare?

Questa si chiama la legge di Goodhart. Questa legge insegna che quando una metrica diventa un bersaglio ( e quindi l’obiettivo ), non è più una buona metrica. Questo perché, quando il tuo sguardo è fissato solo su un bersaglio, non sei più in grado di vedere tutte le cose che ti permettono di innovare. Cose come nuove opportunità, correzioni di percorso e idee innovative.

  1. L’innovazione non è incrementale

Come disse Henry Ford

“Se avessi ascoltato i miei clienti, avrei dato loro un cavallo più veloce.”

Spesso le persone vedono l’innovazione come più bello esteticamente, più economico, più veloce o più efficiente rispetto a quello che abbiamo adesso. E questo viene confermato dal marketing, che spesso abusa di questa parola.

Pensa, ad esempio, agli smartphone. Il primo iPhone era “innovativo” e rivoluzionario ( nel senso che ha stravolto il mercato e ha creato nuove opportunità per tutti ). Tutti gli altri spartphone venuti in seguito ( sia quelli della Apple che quelli delle aziende concorrenti ) sono solo evoluzioni del primo e sono migliori tecnologicamente. Ma non sono “innovativi”. O rivoluzionari.

Un esempio reale è l’industria delle navi Clipper del 19° secolo. Per decenni, l’unico modo per aumentarne la velocità era quello di aggiungere più alberi e vele, rendendo le navi sempre più costose e più difficili da maneggiare rispetto all’incremento di velocità che ottenevano. Ci vollero inventori esterni a questa industria per rompere questo paradigma e utilizzare motori a vapore.

nave clipper lightning cartolina

Le grandi aziende oggi, quando vogliono essere innovative, hanno questo stesso approccio. Prendono persone esterne che, in base alle proprie conoscenze ed esperienze di vita, riescono a rivedere in maniera radicale le cose.

  1. L’Innovazione è reale – non astratta

Lo so che, nel punto 1, ho detto che è una cosa concreta. Ma non basta. Troppe persone vivono nella convinzione sbagliata che avere un’idea è tutto quello che serve per essere innovativi. Stronzate! Le idee non valgono niente. E’ la realizzazione dell’idea che conta.

Pochi anni fa ebbi l’immensa sfortuna, assieme a Ivo Mikic, di conoscere un famoso networker che, affascinato dal nostro servizio Avatar3X, voleva creare una cosa simile per i Networker. Il progetto, a livello tecnico, venne creato come era stato pattuito. Purtroppo questo personaggio dimostrò più volte disonestà, al punto che dovemmo staccarci da lui e abbandonare il progetto.

Ma, la parte tecnica, essendo stata realizzata da noi, rimase nostra. Indovina cosa accadde? Questo personaggio, per non so quanto tempo, andò avanti a piagnucolare e a minacciare denunce se non gli cadevamo l’intero progetto ( gratis, si intende ). Perché? Perché l’idea era sua!

A parte il fatto che è molto discutibile la paternità dell’idea. Ma, se anche fosse stata una sua idea, legalmente quel che conta è la realizzazione di questa idea.

Uno dei tormenti di chi realizza tanti progetti originali è ricevere messaggi del tipo “mi hai rubato l’idea” ( sempre seguiti da una scarica di insulti ). Ma non si possono “rubare” le idee. Si possono solo discutere, realizzare o abbandonare.

Ed è anche per questo motivo lo spionaggio industriale esiste, esisterà ancora per molti decenni e non sarà mai punito dalla legge come vorremmo.

Note   [ + ]

1. quello dei gadget per smartphone e quello delle app

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